Montesano sulla Marcellana

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Montesano sulla Marcellana è una località termale in provincia di Salerno con circa settemila abitanti. Sorge sulla Marcellana, nei Monti della Maddalena, in prossimità della gola che conduce dalla vallo di Diano alla val d'Agri. Il comune è ai confini con la Basilicata. Fa parte del Parco del Cilento e Vallo di Diano. La nascita del comune di Montesano sulla Marcellana è comunemente fatta risalire intorno al 1000 d.C. In quel periodo infatti, le popolazioni della Magna Grecia furono spinte, dalla malaria e dalle incursioni dei Saraceni, a trovare luoghi migliori per stabilire i loro insediamenti. Già intorno all'anno mille a Montesano erano presenti opere imponenti come il castello ed il monastero, l’Abbazia di Cadossa. Del secolo scorso è la costruzione dell'importante Cattedrale di S. Anna costruita sul modello della Cattedrale di Caracas. Il territorio del comune di Montesano sulla Marcellana ospita inoltre interessanti siti archeologici di età pleistocenica. Ottima la rete idrica naturale, in particolare le acque della sorgente Santo Stefano, oggi utilizzate anche a scopi terapeutici. Il comune sorge nella parte sud del Vallo di Diano ad un'altitudine di 850 metri sul livello del mare. Le produzioni tipiche di Montesano sulla Marcellana sono i formaggi e le decorazioni artistiche su vetri e specchi.

Da visitare:

ABBAZIA DI S. MARIA DI CADOSSA
Il monastero sorge a sud di Montesano, in luogo ameno, ricco di acqua e di vegetazione. I primi documenti che fanno riferimento al monastero risalgono al XIII secolo. Ci rimane tuttora oscura la vita del monastero nel periodo più antico, che pur dovette essere florida. Fu in quell’epoca che, secondo la tradizione, vi trascorse la sua breve esistenza S. Cono di Teggiano. Cadossa, specialmente nel periodo angioino, fu una delle Badie più rinomate dell’ordine benedettino e la voce dei suoi abati si levò autorevole anche nei “pubblici parlamenti”. La badia, all’epoca dell’annessione alla Certosa, versava in stato di avanzato degrado: il fabbricato era devastato in più parti e la chiesa minacciava di andare in rovina per vetustà ed abbandono. I Certosini si attivarono immediatamente per il recupero degli edifici, cominciando dalla chiesa. Ne fu costruita una nuova nel 1578. Il Priore chiese ed ottenne dal Papa Gregorio XIII di trasferire il culto dalla vecchia chiesa a quella nuova e di trasformare la prima in abitazione per i religiosi addetti alla “grancia”. La concessione pontificia, però, fece obbligo di trasportare nella nuova chiesa le cose sacre e le ossa dei cadaveri sepolti in quella antica.
Essa, esternamente, ha conservato il suo aspetto originale; all’interno, i muri che una volta erano lisci e uniformi, si presentano ora carichi di stucchi sovrapposti nel periodo barocco. Sull’altare maggiore si eleva, addossato al muro di fondo, il quadro della Vergine Assunta, da sempre titolare della chiesa. “Ex novo” fu costruita anche la parte centrale della facciata principale. In essa si apre il bel portale d’ingresso che immette nel cortile, in fondo al quale si ammira una fontana che richiama quelle esistenti nella Certosa.

GROTTA DI S. MICHELE ARCANGELO
Comunemente della “Grotta di S. Angelo”, è ubicata in località Eliceto, a breve distanza dal complesso termale di Montesano. Nessun documento, a tutt’oggi, della sua utilizzazione “antiquitus“. E’, comunque, probabile che sia stata frequentata da animali prima e da uomini in seguito. L’ipotesi, però, potrà essere confermata solamente dopo che si sarà proceduto alla sua completa esplorazione. Notizie certe si incominciano ad avere solo dal secolo XVII., quando fu adattata a cappella rupestre con due vani e due altari con l’aggiunta di elementi nuovi quali due gradinate, una nel primo antro e l’altra per permettere l’accesso al secondo. Il 9 novembre 1718 è visitata dal Vicario apostolico Salomone ed appare negli atti come Cappella “S. Michele Arcangelo in Cripta”. Al di là delle dicerie tramandatesi attraverso i secoli, secondo cui la grotta sarebbe stata collegata con l’ex chiesetta di S. Sofia da un camminamento sotterraneo, essa si presentava arricchita di stalattiti e panneggi pendenti dalle volte e dalle pareti dei pochi vani accessibili. Negli ultimi anni, però, è stata letteralmente deturpata da mani vandaliche. Al momento si sta tentando la sua completa valorizzazione su iniziativa di privati cittadini e dell’Amministrazione Comunale.

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