|


|
Sala Consilina, in provincia di Salerno, rappresenta il centro maggiormente popolato del Vallo di Diano. La zona dove sorge Sala Consilina fu sede di insediamenti remoti del Vallo di Diano. La vasta necropoli che per più di 4 km si estende dalla contrada Profica alla contrada Marsicanello, ha, infatti, messo in luce la stratificazione di diverse culture, a partire dal IX secolo a.C., da quella villanoviana a quella romana. Notevoli e meravigliosi sono gli arredi venuti alla luce nelle circa duemila tombe a cremazione ed inumazione; molti di questi si possono ammirare non solo nel locale Antiquarium, ma ancor più nel Museo Provinciale e perfino nel Museo Petit Palais di Parigi.
Per la sua posizione strategica si presume che al tempo dei Romani un posto di guardia fosse situato nella parte alta dove forse sorse anche un tempio pagano, sostituito successivamente dall'antichissima Chiesa di San Leone. Lungo il percorso dell’odierna via Silvio Pellico si avverte la dimensione dell’antico centro abitato che, racchiuso nella compatta cortina muraria, era attraversato da strade erte e strette. L’importanza di Sala cresce gradualmente: durante il regno svevo: intorno al 1230, Federico II dispone un restauro del suo castello, ai fini della difesa territoriale. Pregevole espressione di architettura medievale è sicuramente la chiesa di S. Leone, la cui fondazione risale verosimilmente al XII secolo, sorgendo probabilmente sulle rovine di un precedente tempio pagano. |
|
Altra antica chiesa parrocchiale, di cui si hanno notizie a partire dal 1300, è quella di San Nicola, posta in Piazza Umberto I. L’edificio è di piccole dimensioni e di semplice struttura, con una modesta navata, sul lato destro della quale se ne affianca un’altra minore, separata da strutture ad archi. Altra splendida chiesa del XII secolo è quella di S. Stefano: originariamente era costituita da una cappellina tuttora esistente sul lato sinistro ed inglobata nella costruzione successiva. La chiesa presenta una pianta longitudinale con una navata centrale, affiancata da quattro cappelle pregevolmente decorate. Il prospetto frontale è di ispirazione romanica come era prima che subisse vari rifacimenti che ne avevano alterato la simmetria. Nel punto più alto dell’abitato si presenta il palazzo Tieri con una caratteristica torre quadrata con merlatura. L’edificio si trova visibilmente edificato su preesistenti strutture edilizie, in origine forse destinate a cinta muraria. La posizione eminente su tutto l’abitato e l’aspetto di struttura fortificata inducono a riconoscere al palazzo un’importanza che, molti secoli addietro, esso ebbe nell’intero contesto cittadino.
Il Battistero Paleo-Cristiano di San Giovanni in Fonte
Si tratta di un Battistero unico in Italia per la presenza di una sorgente al centro della chiesa, le cui acque raccolte in una vasca permettevano il battezzo per immersione. Rappresenta uno dei più antichi insediamenti cristiani in età costantiniana. Fu fondato da papa Marcello I nel IV secolo. Databili a quell'epoca i dipinti dei 4 evangelisti. Cassiodoro descrive le immersioni dei catecumeni. Nell'alto medioevo il luogo aveva preso il nome di Marcellianum. Il borgo adiacente al Battistero scomparve probabilmente a causa delle scorrerie dei Saraceni. Nel XII secolo sulle macerie del battistero fu costruita una chiesa dedicata a S. Giovanni Battista donata da Ruggero II Normanno ai cavalieri dei Templari. All'inizio del XIX secolo, a seguito della soppressione dell'ordine dei padri di S. Antonio Abate, che ne avevano preso possesso, entrò a far parte del Regio demanio. Attualmente è in restauro.
|
|